•   Come posso fare per recuperare il mio credito?

La legge appronta diverse procedure affinché un creditore possa recuperare il proprio credito.

Nello specifico:

1)      qualora il credito sia incorporato in un titolo di credito ( es. cambiale, assegno bancario o altri titoli ai quali la legge attribuisce la medesima efficacia ) questi  alla scadenza diventano automaticamente esecutivi, per cui è possibile procedere immediatamente ad un ‘azione di recupero mediante precetto di pagamento;

2)   altra procedura è quella del procedimento di ingiunzione ( ricorso per decreto ingiuntivo). La  funzione naturale di tale tipo di procedimento è quella di conseguire in tempi brevi un titolo esecutivo  a seguito del quale poter dar corso alla procedura esecutiva.  Il Legislatore  ha voluto   garantire, con tale procedura,  la possibilità di ottenere un titolo esecutivo attraverso una pronuncia in forza  di determinate condizioni;

3)   nella denegata ipotesi che non sia possibile ricorrere alle procedure indicate ai punti precedenti è possibile intraprendere un'azione giudiziaria ordinaria, volta ad accertare la esistenza del credito ed a condannare il debitore all’adempimento.

Si badi bene che ogni azione giudiziaria è preceduta da  un atto stragiudiziale ( nei confronti del debitore) costituito dalla Intimazione ad adempiere ( o cosiddetta costituzione in mora), che si sostanzia in un invito fatto per  iscritto  al debitore,  di adempiere all’obbligazione dovuta.

  • Cosa significa " costituzione in mora"  e quali sono gli effetti??

 La " costituzione in mora"  del debitore, atto stragiudiziale,  consiste nella richiesta fatta  per iscritto al debitore, di adempiere l'obbligazione. Tale richiesta viene comunemente inoltrata a mezzo piego o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, in modo da avere prova della data del ricevimento.L'art. 1219 c.c. prevede che non sia necessario ricorrere alla costituzione in mora se:

  1. l'obbligazione deriva da fatto illecito;
  2. il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;
  3. l'obbligazione è a termine e la prestazione (o il pagamento) deve essere eseguita al domicilio del creditore.
Dalla costituzione in mora del debitore, la legge fa derivare alcuni effetti a favore del creditore. 

Tra i Vari effetti:a) interruzione della prescrizione ai sensi dell'art.2043 c.c. ; b) l'inizio della decorrenza degli interessi moratori, se non diversamente concordato; c) l'obbligo in capo al debitore di risarcire, l'eventuale, danno; d) ed il passaggio del rischio o, c.d. perpetuatio obbligazionis,  ovvero, quando il debitore è in mora, il rishcio del caso fortuito, della forza maggiore, grava su di lui  e non, come d'ordinario, sulla parte attiva del rapporto obbligatorio. 

  •  Qual è la procedura  giudiziale per il recupero del credito??

Uno strumento da preferire, laddove ricorrano le condizioni di cui all’art. 633 cpc,  è il ricorso per decreto ingiuntivo. (  art. 633 e ss. Cpc).

La procedura, al fine di tutelare sia le esigenze di celerità quanto il contraddittorio, consta di due fasi: la prima, su iniziativa del creditore, che si conclude con un decreto pronunciato  inaudita altera parte,  la seconda – eventuale – su iniziativa del debitore, il quale tramite opposizione, instaura un giudizio ordinario di cognizione che termina con la pronuncia di una sentenza che andrà a " sostituire" il decreto ingiuntivo.
 
 
  • Quando un decreto ingiuntivo può essere emesso provvisoriamente esecutivo ??

Il ricorrente,  nel proprio ricorso,  può chiedere che il Decreto Ingiuntivo venga dichiarato provvisoriamente esecutivo, quando ricorrono le condizione di cui all'art. 642 c.p.c.. La norma prevede due ipotesi:  a) se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidaizone di borsa, su atto ricevuto da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato. b) se sussite il pericolo  di grave pregiudizio nel ritardo oppure se il ricorrente ha prodotto documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto fatto valere. 

Si badi bene:  tremini decreto ingiuntivo " immediatamente esecutivo" e " provvisoriamente  esecutivo" vengono utilizzati per prassi comune come sinonimi. Tuttavia il termine " immediatamente esecutivo"   è da utilizzare per i decreti ingiuntivi ab origine (decreto ex art. 63 delle disp. att. c.c., ove prevede che l'amministratore di un condominio può ottenere decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo per la riscossione dei contributi condominiali, in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea)  

  • In quanto tempo è possibile recuperare un credito???

    1)      Nel caso di precetto di pagamento,   notificato l’atto, il debitore ha 10 giorni di tempo per procedere al pagamento. Trascorsi tali giorni senza che il debitore vi abbia provveduto è possibile richiedere il pignoramento dei beni.

    2) Il ricorso per decreto ingiuntivo: depositato il ricorso presso il Giudice di Pace o al Tribunale competente , il  Giudice accolto il ricorso deposita in cancelleria il decreto di ingiunzione al pagamento .  Il creditore deve notificare il decreto in copia autentica al debitore entro 60 giorni dal deposito in cancelleria del decreto.   Qualora non venga opposto entro i quaranta giorni dalla notifica, il decreto costituirà valido titolo per iniziare l’esecuzione forzata.

      3)       Il procedimento ordinario: la durata di  una causa ordinaria può variare da alcuni mesi ad alcuni anni. 

  •       E' possibile opporre un Decreto ingiuntivo ??? 

    Il debitore ingiunto, può proporre l'opposizione davanti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto. Con l'opposizione si da luogo ad un giudizio ordinario di cognizione, che si sovlge in contraddittorio tra le parti. Il debitore può proporre l'opposizione  entro i quaranta giorni dalla notifica del ricorso e del decreto di ingiunzione; tale termine è perentorio vale a dire l'atto deve essere compiuto entro il termine indicato a pena di decadenza.  A seguito della proposta opposizione, il giudizio si svolge secondo le norme del procediemnto ordinario. 

     Si badi che l'opposizione avverso un Decreto Ingiuntivo, in una delle materiue di cui agli artt. 409 e 442, deve essere proposta con ricorso. 

    Su istanza dell'opponente, se ricorrono gravi motivi, con ordinanza non impugnabile, il giudice può sospendere l'esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo. ( art. 649 c.p.c.)

  •      Quali clausole accessorie possono richiamarsi in un contratto per avere più possibilità che venga adempiuto???

    Al fine di garantire l'adempimento dell'accordo, o per ottenere un risarcimento la legge appronta diversi strumenti. Dapprima può stabilieris una caparra con funzione penitenziale o confirmatoria, oppure  una clausola penale, avente la funzione di stabilire o determinare anticipatamente il valore del danno in caso di inadempimento della parte.  Altresì possono stabilirsi altre specifiche garanzie sia di natura reale, quale pegno ed ipoteca, oppure di natura personale, quali la fideiussione oppure la fideiussione omnibus, od anche, la garanzia a prima richiesta. Possono poi sempre prevedersi delle specifiche garanzie, tanto di natura reale (cioè riferite a beni mobili o immobili) oppure di natura personale (che fanno invece riferimento al patrimonio personale di un soggetto terzo).
Come garanzie reali la legge prevede il pegno (che si costituisce su beni mobili il cui possesso si trasferisce al creditore sino all'adempimento) e l'ipoteca (che si costituisce invece su beni immobili o su altri diritti immobiliari, senza trasferimento del possesso). Pegno e ipoteca possono anche essere concessi da un terzo

  • Se un credito è incorporato in una cambiale come faccio a recuperarlo ???

     La legge considera la cambiale quale titolo esecutivo. ( art. 474 c.p.c) sicchè alla scadenza della stessa è possibile procedere direttamente all'esecuzione forzata. Unico atto preliminare è la notifica al debitore dell'atto di precetto ( vale a mezzo intimazione ad adempiere )  il quale deve contenere la trascrizione ( non  necessariamente ) integrale del titolo di credito, di cui è sufficiente l'indicazione degli elementi essenziali di individuazione. In difetto, non si ha la inesistenza del precetto, ma solo la sua nullità deducibile con l'opposizione ai sensi dell'art. 617 c.p.c. nel termine perentorio di giorni cinque dalla notifica dell'atto. 

      Se entro dieci giorni dalla notifica dell'atto di precetto, il debitore non provvede al pagamento della cambiale, si potrà procedere al pignoramento e alla vendita forzata dei beni del debitore. 

      Stessa disciplina si applica nel caso di assegno bancario.  

  • Si possono chiedere chiedere gli interessi al debitore, nel caso in cui questi ritardi nel pagamento???

Gli interessi sono dovuti di diritto, dal momento della scadenza del credito e se il credito è liquido, cioè  qualora il suo ammontare sia determinato ( tasso legale) .  in caso di costituzione in mora gli interessi sono dovuta a decorrere della stessa ( art. 1224 c.c.).

Le parti possono convenzionalmente  stabilire un tasso di interesse, che andrà a sostituirsi a quello legale, purché il saggio non sia considerato usurario (art. 1815 c.c.) e il   patto sia stipulato in forma scritta (art. 1284 c.c.). Nelle obbligazioni di valore , oppure nel caso di risarcimento del danno derivato da inadempimento contrattuale, la giursiprudenza ammette il cumulo degli interessi legali con la rivalutazione monetaria. 

Il D.L. 231/ 02, nel caso di transazioni commerciali  ha previsto che,  se il termine per il pagamento non è stabilito nel contratto, gli interessi decorrono, automaticamente, senza che sia necessaria la costituzione in mora, alla scadenza del seguente termine legale:

 

  1. trenta giorni dalla data di ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente;
  2. trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non è certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento;
  3. trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento è anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi;
  4. trenta giorni dalla data dell'accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell'accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data. 
 
 
DOMANDE E RISPOSTE SU RISARCIMENTO DANNI
 
  • Quali sono i danni risarcibili???

Le classificazioni di  danno risarcibile sono varie e  molteplici.
Una prima distinzione riguarda  il danno materiale,  avle a dire il danno alle cose, e  il danno fisico, il dano patito dalla persona.

Sono danni materiali tutti quelli subiti dalle cose di proprietà del danneggiato a seguito dell'incidente, e vanno risarciti al loro prezzo di mercato.

I danni fisici sono quelli derivati invece dalla lesione della persona, e possono dare origine a due altre distinte categorie di danno: quello dell'inabilità temporanea, pari al tempo di guarigione, e quello da invalidità permanente, che coincide invece con la diminuzione della capacità fisica.

A sua volta per  ciascuna di queste due categorie si possono configurare ulteriori tipi di danno, cioè quello biologico, il danno patrimoniale ed il danno morale.

Il danno biologico è la lesione dell'integrità fisica e psichica del soggetto, medicalmente accertabile e risarcibile a prescindere dalla capacità di produzione di reddito del danneggiato. si tratta di  fattispecie totalmente indipendente dalla capacità produttiva del danneggiato. 
Nell'ambito del danno biologico rientrano tutte le fattispecie di danno non reddituale, cioè il danno estetico, il danno alla vita di relazione, consistente nel sacrificio delle distinte manifestazioni della vita di relazione dovute all'evento dannoso, nonché il danno alla sfera sessuale e la riduzione della capacità lavorativa generica.

Il danno patrimoniale è quello arrecato dalla lesione alla sfera patrimoniale del danneggiato. Tale fattispecie si configura quando la lesione alla persona oltre che menomarne l'integrità psico-fisica, cioè a procurarle un danno biologico, ed a perturbarne lo stato d'animo, vale a dire a cagionarle un danno morale, incida anche  sulla sfera patrimoniale della persona danneggiata, provocandole un danno economico.

Il danno morale è rappresentato dalle sofferenze psichiche, dalle ansie e dal patema d'animo conseguenti alle lesioni subiti. Può aversi anche tale tipo di danno nelle ipotesi di ingiusto turbamento dello stato d'animo del danneggiato in conseguenza dell'illecito.
Si ha infatti diritto al danno morale solo se le lesioni subite siano la conseguenza di un fatto illecito di rilevanza penale e la responsabilità dell'autore materiale del fatto sia provata.

Il danno punitivo è infine quello che le assicurazioni sono tenute a risarcire per non essersi adoperate ai fini di una definizione stragiudiziale della controversia, costringendo il danneggiato ad agire in via giudiziale con conseguente perdita di tempo e di denaro.

  •  Cosa si vuole intendere con danno esistenziale???

 

Il danno esistenziale è quello derivante dalla forzosa rinuncia allo svolgimento di attività non remunerative, fonte di compiacimento o benessere per il danneggiato, ma non causata da una compromissione dell'integrità psicofisica.
Il danno esistenziale è  una categoria di recente elaborazione giurisprudenziale e non trova alcun esplicito riscontro normativo.
Il danno esistenziale si differenzierebbe dalle altre tipologie di danno, e  con più esattezza:  dal danno patrimoniale, poiché non è determinato da un pregiudizio economico di qualsiasi natura; dal danno morale perché l'azione compiuta dal responsabile può non integrare gli estremi di un reato e perché non consiste in una sofferenza ma in una privazione di un'attività concreta, un non facere; infine dal danno biologico poiché il danno esistenziale può sussistere anche prescindendo dall'esistenza di una lesione alla persona come compromissione dell'integrità psico-fisica del soggetto danneggiato. 
Un esempio di danno esistenziale può essere quello da vacanza rovinata. 
Differenza tra inabilita temporanea e permanente 
L'inabilità temporanea si caratterizza per la durata della malattia,  vale a dire per il  tempo necessario per guarire dalle lesioni riportate a seguito del sinistro e per  riprendere l'attività ordinaria.
Durante tale arco di tempo, il danneggiato ha diritto ad essere risarcito sia del danno per lucro cessante che del danno biologico.
L'invalidità permanente è  rappresentata  invece dalla diminuzione della capacità fisica valutata in punti percentuali da un medico legale. Essa viene sempre risarcita come danno biologico e liquidata  quale danno specifico lavorativo qualora la lesione abbia diminuito le peculiari capacità lavorative del soggetto, riducendone conseguentemente il reddito.
  • Quando è possibile una valutazione in via equitattiva e quando il risarcimento in forma specifica ??? 
L'art. 1226 c.c. stabilisce che se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare, viene liquidato dal giudice con valutazione equitativa.

Per poter dar luogo alla valutazione equitativa è necessario che la presenza di un danno risarcibile risulti provata o comunque incontestata. 

Non  è possibile  procede  a tale valutazione quando il danno può  essere provato, nel suo preciso ammontare, tramite consulenza tecnica.

Il risarcimento in forma specifica,  consiste nel ripristino della situazione così come era prima che avvenisse l'illecito, ed è previsto dall'art. 2058 c.c.

Tale norma prevede che il danneggiato possa chiedere il risarcimento in forma specifica, solo qualora sia possibile anche se solo parzialmente.

Tuttavia il giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, vale a dire in denaro, se la suddetta reintegrazione risulti eccessivamente onerosa per il debitore. Rientrano nel concetto di risarcimento in forma specifica la prestazione di cosa uguale a quella distrutta, il rifacimento di quanto illecitamente disfatto e l'eliminazione di quanto fatto illecitamente.

 
  •  Cos'è il Fondo di Garazia per le  Vittime della strada ???

Il  Fondo di garanzia per le vittime della strada è stato istituito in forza delle norme di cui agli artt. 19 e seguenti della L. 990/69 ed  è un istituto finalizzato a garantire i principi di sicurezza e solidarietà sociale su cui si basa la legge n. 990 del 1969, nonché il principio dell'obbligatorietà dell'assicurazione sulla responsabilità civile.

Il Fondo provvede al risarcimento dei danni provocati dalla circolazione di veicoli o natanti non identificati, o qualora siano sprovvisti di copertura assicurativa, oppure risultino assicurati presso imprese cadute in dissesto finanziario, che si trovino cioè in stato di liquidazione coatta o vi vengano poste successivamente.

Nel primo caso, quello cioè in cui il veicolo non sia stato identificato, il risarcimento è dovuto per i soli danni alla persona.

Qualora il mezzo sia  privo di  copertura assicurativa, seconda ipotesi prevista dall'art. 19 della L. 990/69, il Fondo risarcisce i danni alla persona e quelli alle cose, nonché per la parte eccedente tale ammontare.

Nella terza ipotesi, ove cioè l'impresa assicuratrice si trovi in liquidazione coatta, il risarcimento è dovuto per i danni alla persona ed alle cose.

L'obbligazione cui è tenuto il Fondo di garanzia ha natura risarcitoria: essa si sostituisce pertanto a quella del soggetto responsabile del danno, non sussistendo rapporto alcuno di solidarietà passiva tra Fondo e responsabile del sinistro.

L'attività esterna del Fondo di garanzia è svolta da alcune imprese di assicurazione,  che sono designate con decreto del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale, e alle quali è affidato l'incarico di provvedere alla liquidazione dei danni ed al pagamento dei relativi importi in favore degli aventi diritto.

L'impresa designata, per regione o gruppo di regioni, eseguito il pagamento, ottiene il rimborso dal Fondo delle somme versate.

  • Cosa vuol dire danno da fermo ??
 Idanno da fermo è un danno ulteriore rispetto a quello arrecato alla struttura materiale del veicolo: trattasi infatti di quel danno che corrisponde alla mancata utilizzazione del veicolo forzatamente fermo per colpa altrui.

Il danno da fermo può configurarsi sia quale danno emergente sia quale lucro cessante: si ha il primo  quando il mancato utilizzo del mezzo costringa il proprietario all'esborso di somme di denaro, mentre si versa nella seconda ipotesi quando, a causa della mancata utilizzazione del veicolo, si determini una perdita nel patrimonio del proprietario dello stesso. Ai fini dell'indennizzabilità occorre distinguere tra fermo effettivo e fermo tecnico propriamente detto.

Il fermo effettivo concerne l'intero periodo in cui il mezzo non è stato in grado di circolare a seguito dell'incidente.

Il fermo tecnico è invece rappresentato dal lasso di tempo strettamente necessario per eseguire a regola d'arte le riparazioni del danno causato dal sinistro.

Il fermo tecnico può presentarsi anche  quale danno emergente causato dalle spese di noleggio di altra auto in sostituzione di quella in riparazione, per il tempo necessario al ripristino. Tali spese debbono essere provate dall'avente diritto. 

  • Quando si prescrive il diritto al risarcimento del danno ???

Il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli si prescrive, ai sensi dell'art. 2947 c.c., secondo comma, in due anni. Non hanno effetto interruttivo di tale termine le trattative di componimento bonario (Cass. 10 Novembre 1979, n. 5807).

Tuttavia, ove il fatto che ha causato il danno venga considerato dalla legge come reato e per il reato sia stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all'azione civile.  Se il reato è estinto per causa diversa dalla prescrizione o è intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive nel termine di due anni, con decorrenza dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile.

  • Cosa è il CID ???

Il CID è il modello di constatazione amichevole di incidente previsto dalla Convenzione per l'indennizzo diretto, che viene redatto e sottoscritto congiuntamente dai conducenti dei due veicoli coinvolti e con il quale costoro rinunciano alla procedura di liquidazione prevista dall'art. 3 della L. 39/77.

Il Modello Blu è costituito da due parti: nella prima vengono riportati i dati dei veicoli e la ricostruzione del sinistro, e nella seconda, si riportano le indicazioni in merito ad eventuali feriti e testimoni. I campi devono essere compilati con la massima precisione poichè la incompletezza dei dati e le informaizoni false e /o incomplete potrebbero detreminare il rifiuto dell'assicuratore al risarcimento del danno. 

La impossibilità di identificare e quantificare i danni fisici alle persone, sarà possibile accertarli successivamente presnetando all'agenzia  la documentazione sanitaria. 

L'assicuratore, verificata la sussistenza delle condizioni per la liquidazione diretta, vi provvede in nome e per conto dell'impresa debitrice.

I danni materiali al veicolo vengono periziati a cura e spese dell'impresa mandataria nei dieci giorni dalla messa a disposizione dello stesso, secondo parametri previsti dall'associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, e la liquidazione ha luogo nei quindici giorni dall'avvenuto accertamento tecnico.

  •  Quando sussiste il concorso di colpa ???
 

Il concorso di colpa in materia di circolazione di veicoli è previsto al secondo coma dell'art. 2054 c.c., il quale stabilisce che nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli;  sussiste pertanto una presunzione relativa, vale a dire operante fino a prova contraria che, in presenza di fatti imputabili a più soggetti, a ciascuno di essi debba essere riconosciuta un'efficacia causativa del danno, quando abbiano determinato una situazione per la quale senza l'uno o l'altro di essi l'evento non si sarebbe verificato.

Si presume che ciascun conducente abbia provocato con pari colpa e con pari efficienza causale i danni causati dallo scontro, sia i propri che quelli riportati dall'altro conducente.

Pertanto, in applicazione del principio del concorso di colpa del danneggiato ex art. 1227 c.c., ciascun conducente dovrà risarcire la metà dei danni subiti dall'altro e sopportare una riduzione del diritto al risarcimento dei propri danni in eguale misura.

La presunzione di responsabilità concorrente dei conducenti, ex art. 2054, opera solo nel caso di scontro tra veicoli, e si applica soltanto nel caso in cui le risultanze probatorie non permettano -  concretamente  - di accertare in quale misura la condotta dei due conducenti abbia causato l'evento dannoso. Qualora  venga accertata la colpa esclusiva di uno solo dei due conducenti  l'altro  - non per questo -  si libererà automaticamente dalla presunzione di corresponsabilità, ma è necessario che dimostri di avere osservato le norme sulla circolazione e quelle di comune prudenza.

 

Vuoi saperne di più? Non esitare a contattarmi!

Avvocato Carmen Isgrò

 

Via Gitto  Petro n° 14

98057 – Milazzo (ME)

Recapiti telefonici

Cell 3496691623

Tel 0902404828

Email carmenisgr@tiscali.it

 

 
Realizzato con SitoInternetGratis :: Fai una donazione :: Amministrazione :: Responsabilità e segnalazione violazioni :: Pubblicità :: Privacy