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L'attività di " RECUPERO CREDITI" mira al conseguimento del pagamento di un credito da parte del debitore, sia quando questi si rifiuta di onorarlo, sia quando si trova in una situazione di momentanea difficoltà ad adempiere la sua obbligazione.

in goni caso, prima di intraprendere la via giudiziaria, nella maggior parte dei casi, si tenta di risolvere il problema in via "Bonaria". L'attività consta di due fasi:

Fase Stragiudiziale

Fase Giudiziale

La procedura di recupero crediti “stragiudiziale” consente di evitare l’aggravio di costi e tempi delle vie legali, ma presuppone la collaborazione del debitore. Il primo step è proprio quello di tentare di concordare un piano di i rientro con il debitore tramite contatti e  solleciti epistolari e/o  telefonici.

In generale, le società di recupero crediti operano secondo uno schema ben preciso:

Il sollecito epistolare,  consiste nell'intimare al debitore il pagamento della somma dovuta (indicando il capitale gli interessi e i maggiori oneri)  e si comunica che  in caso di mancato adempimento si procederà ad affidare l'incarico ad un legale; 

Il Sollecito telefonico: consiste nel contattare il debitore e sollecitarlo  telefonicamente al pagamento (anche via fax e/o e-mail);

La messa in mora: è il primo passo formale per tentare il recupero del credito: tramite un’ultima lettera raccomandata A/R il debitore viene intimato a pagare la somma dovuta entro un termine determinato, trascorso il quale è possibile avviare l’azione giudiziaria con l’addebito di tutti i maggiori oneri sostenuti.

Nella missiva devono essere presenti i seguenti requisiti: data della lettera, causa del credito (es. contratto, fattura ecc.), data in cui è sorto il credito, ammontare complessivo del credito, termine congruo per adempiere (di solito 10 giorni).

 

Nel caso in cui il recupero in via “bonaria” non porti al risultato sperato si dovranno eseguire  tutti gli accertamenti economico/patrimoniali per valutare l'opportunità di avviare l’azione giudiziaria.

Allo stesso modo, se si giunge ad un accordo e il debitore si rende disponibile al pagamento - immediato o rateizzato - il legale  tutelerà il creditore e  cercherà di garantire il rispetto degli accordi presi (ad es. nel caso in cui venga concesso altro tempo, l’accordo con il debitore potrebbe consistere nella predisposizione di maggiori garanzie quali: titoli di credito, pegni, ipoteche, ecc.); ma potrebbe essere necessraio anche in questo caso  eseguire accertamenti economico/patrimoniali per verificare le reali condizioni economiche del debitore.

 

Infruttuosa la fase stragiudiziale, sarà  possibile passare alla Fase Giudiziaria.

Il primo Obiettivo è quello di ottenere un titolo esecutivo, ovvero l'atto o il documento in base al quale è possibile avviare l'esecuzione forzata sui beni del debitore (es.: l'automobile, la casa, somme di denaro, i beni della società, ecc.).

Generalmente, l’azione legale viene intrapresa previa verifica del buon esito del recupero coattivo del credito, ovvero solo quando, a seguito degli accertamenti economico/patrimoniali eseguiti nella fase stragiudiziale emerge un capitale sufficiente a coprire il credito insoluto (il possesso di beni pignorabili).

La mancanza di beni pignorabili, di solito, rende “sconveniente” avviare l’azione giudiziaria, anche perché in caso di esito negativo sarà il creditore a sopportare le spese legali.

Solo in caso di crediti di importo elevato potrebbe essere utile procedere comunque con l’azione legale, al solo fine di portare in detrazione i crediti insoluti.

A seconda dei casi, il creditore può agire in diversi modi per far valere i suoi diritti:

a) ricorso per Decreto Ingiuntivo

b) precetto;

c) pignoramento;

d) sequestro conservativo;

e) fallimento

a)  Ricorso per ingiunzione

Se il creditore è in possesso di prove documentali che attestino il suo diritto, il nostro ordinamento prevede un procedimento sommario che consente di ottenere, in tempi brevi, un titolo esecutivo.

I requisiti che devono sussistere perchè sia dia corso a tale procedimento sono  che il credito sia: certo (esistente, ovvero provato da documenti quali: contratto, fatture, bolle accompagnatorie, estratto autentica registro IVA ecc.);liquido (certo nel suo ammontare); esigibile (non sottoposto a termine o condizione).

Nel caso non sussistano tali condizioni o non si disponga già di un titolo esecutivo (che consente di agire subito con atto di precetto), sarà necessario  agire in  via ordinaria ( vale a dire introducendo il giudizio con un atto di citazione) attraverso il  quale  ottenere un titolo esecutivo.

b)  Precetto su titoli

Nel caso in cui il creditore è già in possesso di  un titolo esecutivo  (ad es. cambiali o assegni protestati) potrà agire immediatamente per ottenere l'esecuzione forzata sui beni del debitore. Con l’atto di precetto il creditore intima al debitore di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo entro un termine, non inferiore a 10 gg. In caso di mancato pagamento entro il termine stabilito, il creditore  può  chiedere all’ufficiale giudiziario di dar corso al pignoramento di tutti i beni del debitore fino all’integrale soddisfacimento del proprio credito.

c)  Pignoramento dei beni

Il pignoramento  consiste in  una ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni oggetto dell’espropriazione e i frutti di essi.

Con il pignoramento, quindi, ha inizio il processo esecutivo diretto a sottrarre coattivamente al debitore determinati beni (pignorabili) facenti parte del suo patrimonio ed a convertirli in denaro, al fine di soddisfare integralmente il creditore.

d) Sequestro conservativo

Il sequestro conservativo è una misura cautelare diretta a garantire il credito, quando vi sia il pericolo o il fondato timore di perdere la garanzia dello stesso (ad es. quando si presume che il debitore possa “nascondere” i beni oggetto di pignoramento, approfittando delle lungaggini del procedimento ordinario), sicchè ancor prima dare inizio all'azione legale di recupero crediti è possibile vincolare giuridicamente i beni pignorabili del debitore per poi convertire, successivamente (con l’ottenimento della sentenza di condanna esecutiva), il sequestro conservativo in pignoramento.

Per poter far ricorso al sequestro conservativo sono necessari alcuni requisiti: a) la ragionevole apparenza del diritto (ovvero, esistenza del credito); b) il pericolo o il fondato timore di perdere la garanzia del credito.

e) Fallimento

In generale, nel caso in cui il debitore sia un imprenditore commerciale e si trovi in stato di insolvenza è possibile attivare la procedura concorsuale di fallimento.

Tale procedura è finalizzata a realizzare coattivamente ed in modo paritario i diritti dei creditori, attraverso la liquidazione delle attività presenti nel patrimonio del debitore.

Quanto ai due requisiti, la qualità di imprenditore implica che sono esclusi dalla procedura fallimentare: piccoli imprenditori, imprenditori agricoli, enti pubblici,  e le grandi aziende in crisi.

Con lo  stato di insolvenza  si intende  che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, e può essere provato ad es. attraverso una serie reiterata di protesti cambiari, un verbale di pignoramento con esito negativo (ad es. per mancanza di beni pignorabili), ecc.L’importante è che il debitore non riesca a dimostrare la sua capacità di rimborso anche mediante un piano di rientro.

Con la sentenza dichiarativa di fallimento il debitore viene privato dei suoi beni (con alcune eccezioni: assegni a carattere alimentare, beni e diritti strettamente personali, ecc) che vengono sottoposti all’amministrazione del curatore fallimentare, il quale redige l’inventario e provvede alla loro liquidazione.

 
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